Teatro Instabile Napoli

Per contatti: 3384731271 - teatroinstabile@hotmail.it

UN PO' DI STORIA... /A LITTLE BIT OF STORY...

“Teatro Instabile” a Palazzo Spinelli.

Perché Teatro Instabile? Per andare contro i conformismi culturali, sostiene Michele Del Grosso, ponte generazionale tra un non ancora storicizzato passato recente della scena partenopea e l'attualità rappresentata da alcuni giovani tra registi e attori. Il tutto in una zona topografica densissima, che accede ai sotterranei della città da un punto strategico, all’incrocio tra la pianta greco-romana e l'antico quartiere alessandrino.
In vico Fico Purgatorio ad Arco 38, nelle segrete del palazzo appartenuto alla famiglia Spinelli dei Principi di Tarsia, si apre uno spazio di straordinana suggestione: pianta ellittica, otto archi e disposizione a deambulatorio intorno ad un fulcro centrale che ricorda la scena nuda del teatro elisabettiano- shakespeariano.
Lo sguardo è catturato dalla piccola arena, come in attesa di un evento. descritto anche solo dalla forza evocativa e magica dello spazio stesso. A centro, a livello del pavimento, si apre un antico pozzo con otto piccoli canali disposti a raggiera, quasi un sole simbolico nel mezzo di uno spazio templare. Le ipotesi sull’antico uso sono varie: la pavimentazione romana e la muratura in opus reticulatum riporta ad una funzionalità relativa al reperimento delle acque del mitico fiume Sebeto. Ma questo non basta ad interpretare le simbologie del luogo che si offre al fruitore¬spettatore già carico di segni.
La forma ottagonale, come altri reperti trovati in loco, lascerebbe pensare a significati esoterici; proprio in un punto altamente misterico della città dove le credenze vogliono ci fosse una delle sette porte magiche del mondo, capace di condurre in un’altra dimensione. Probabilmente l’attuale teatro funse anche, nei secoli, da chiesa bizantina e loggia massonica

Instable Theatre in Spinelli Palace.

Why Instable Theatre? “To walk against cultural conformism”, says Michele Del Grosso, generational bridge between a recent past and the actual represented by few young directors and actors. All of that takes place in an area topographically dense which brings you to Naples underground, crossing the Greek-Roman plant of the town and the ancient Alexandrian quarter in Vico Fico Purgatorio ad Arco 38 (which literally means “fig-tree purgatory at arch alley”). The palace that belonged to Spinelli family from princes of Tarsia opens an amazingly suggestive space: elliptical plant, eight arches, a deambulatory around a central fulcra that recalls the “naked scene” of Shakespeare’s Globe. That little arena captured your sight as if you were waiting an event which is described from the evocative strength and the magic of the place itself. In the middle at the floor level opens an ancient well with eight small channels arranged in a radiant crown; a symbolical sun in such a templar place. There are various suppositions about what the building used to be: the Roman floor and the walls built as opus reticulates might suggest a building to collect water from mythical river Sebeto. It’s octagonal shape as well as others archaeological found makes you thing to esoteric meanings. According to beliefs it was one of the seven magic doors of the world which allowed you to get to another dimension. Probably what is now a theatre once has been Byzantine church and Masonic lodge…


Michele Del Grosso

Definito dal saggista Enzo Grano come vera e propria icona del teatro contemporaneo, è eccellente testimone dell’avanguardia teatrale napoletana. Nel 1966 fondò il Tin — Teatro Instabile — di via Martucci, che diventò presto un luogo cult della sperimentazione. La sua produzione fu eclettica, diversa, pirotecnica, avendo fin dalla costruzione fatto leva su teatro, cinema, musica popolare, mostre, dibattiti, ospitando la prima mostra di Pop-Art a Napoli. Artaud, Jarry, Marx e Brecht erano i preferiti del Programma di sala. Sul piccolo palcoscenico si sono avvicendati i maggiori protagonisti della cultura musicale e teatrale internazionale, dal Living all’Open theatre e ha visto gli esordi di moltissimi talenti che avrebbero caratterizzato la scena degli anni successivi, da Luca De Filippo (“Il figlio di Pulcinella”) a Massimo Troisi (“Majakoskij”).
Eduardo ne fu subito un estimatore. Roberto De Simone nelle tre stanze del Tin proponeva personaggi della strada e tra gli esordienti vi erano anche la Nuova Compagnia di Canto Popolare, ma anche Pino Daniele (‘Ulisse” e “Il viaggio di Shiva-Tana”) e Francesco De Gregori (per “I giovani del Folk”). Vi sono passati anche Dario Fo, Carla Fracci e Vittorio Gassman e molti altri. Lì Concetta Barra, che non cantava dagli anni ‘40, prese ad accompagnare suo figlio Beppe. Questa stagione del Tin si chiude nel 1977.
Nel 2002 l’apertura in Vico Purgatorio ad Arco, con spettacoli come “O’ vico” di Raffele Viviani, “Razzullo e Sarchiapone sotto ò tendone, rivistazione circense della Cantata dei Pastori” di Andrea Perrucci e “Mater Camorra e i suoi figli” liberamente ispirato a “Madre Courage” di Bertolt Brecht.

Michele Del Grosso

Essayist Enzo Grano describes Michele Del Grosso as an icon of contemporary theatre and as an excellent witness for Neapolitan theatrical avant-garde. He founded TIN (Instable Theatre of Naples) in 1966 in Via Martucci which begun a cult place for all of those who were experimenting a new way to make and see theatre. He run an eclectic production: theatre, cinema, popular music, exhibitions, debates, hosting the first pop-art exhibition in Naples. Artaud, Jarry, Marx and Brecht were preferred in the schedule. The highest protagonists of musical culture and international theatre such as Living Theatre and Open Theatre has been performing on that small stage. Many young talents which would have been to the top the following years from Luca De Filippo “Il figlio di Pulcinella” (the son of Punchinello), to Massimo Troisi “Maiakoskij” started their careers into the TIN! Eduardo De Filippo estimated it quickly. Composer Roberto De Simone introduced to the three rooms of TIN characters taken from street: L a Nuova Compagnia di canto Popolare, Pino Daniele “Ulisse” (Ulysses) and “Il viaggio di Shiva-Tana” (Shiva-Tana’s trip), Francesco De Gregori and I Giovani del Folk. Among the famous performers at TIN there were Dario Fo, Carla Fracci, Vittorio Gassman and many others. Singer Concetta Barra who did not sang since the ‘40s begin accompany her son Beppe. This TIN season ended in 1977.
In 2002 TIN opens again in Vico Fico Purgatorio ad Arco 38 with shows such as Raffaele Viviani’s “O’vico” (the alley), Razzullo e Sarchiapone sott’o tendone”(Razzullo and Sarchiapone beyond the awning) circus version of Andrea Perrucci’s “Cantata dei pastori” (shepherds cantata) and “Mater Camorra e I suoi figli” (Mother Camorra and her sons) inspired from Bertolt Brecht’s “Mother Courage”.


Music

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RASSEGNA STAMPA /PRESS

Da "Il Brigante"
Il teatro Instabile di Napoli, in collaborazione con il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, ha realizzato una serie di iniziative dedicate alla memoria che andranno in scena fino a domenica 1 febbraio
Il Teatro Instabile di Napoli, in collaborazione con il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, ha realizzato una serie di iniziative dedicate alla memoria che andranno in scena fino a domenica 1 febbraio. Tutte le mattine alle ore 11,30 presso il Museo di Pietrarsa un gruppo di attrici vestite da Kapò accompagnerà il pubblico fino ad una piazzola antistante uno dei treni, dove si terrà lo spettacolo "La moglie ebrea". Alla fine della performance, delladurata di mezz'ora, le Kapò accompagneranno il pubblico sul treno per dare il senso che siamo tutti dei deportati. Da martedì 27 gennaio a domenica 1 febbraio alle 21,00 presso il teatro Tin (vico Fico Purgatorio ad Arco 38) andrà in scena lo spettacolo "la moglie ebrea" di Bertold Brecht per la regia di Michele Del Grosso con Miriam Campaniello. Il regista ambienta "La moglie ebrea" in uno spazio claustrofobico dove Judith Keith si muove come un leone in gabbia.
La quarta parete è completamente eliminata per favorire il dialogo con gli spettatori che dapprima rappresentano i fantasmi di tutti gli ebrei che hanno perso la vita nei campi di concentramento e poi, nel corso della pièce, si trasformano in aguzzini, in tedeschi nazisti capaci di qualsiasi mostruosità. Judith Keith li vede come ossessioni che avanzano e la divorano e che, anche se lei cerca di tenere lontano, finiscono per schiacciarla definitivamente. Un sipario specchiato segna il confine, la separazione tra la realtà, incombente e minacciosa, dell'esterno e l'ambiente interno, borghese, in cui la donna si rifugia per far sì che i suoi occhi non vedano ciò che sta accadendo per strada, alle sue spalle, lì dove il delirio imperversa.
Tra un telefonata e l'altra, che Judith fa per dire addio alle persone più care, il sipario viene aperto: urla laceranti, sirene, spari, cani che abbiano, pianti, lamenti strazianti, è l'inferno, insomma, che entra in casa Keith. A quel punto la donna non può più fingere, neanche con se stessa. È costretta a prendere una decisione. Dopo aver proferito parole di rabbiose in un monologo che ha come oggetto l'assurdità del nazismo e di coloro che vi hanno preso parte, tra cui lo stesso marito che "se ne sta seduto lì e non dice niente", ella, confermando il proprio nazionalismo ebraico, decide di fare le valigie e partire. Molto probabilmente perderà la vita in una delle tante camere a gas, macchine mortali che hanno decimato un'intera popolazione.
Del Grosso non mette in scena solo la vicenda di un'ebrea vissuta nel periodo nazista, ma pone l'attenzione sull'esperienza di una donna che per un atto d'amore e di coraggio rinuncia a tutto: a se stessa, alla propria femminilità, all' agiatezza, alla famiglia, andando decisa e a testa alta verso una morte certa e orribile.


From “Il Brigante” (The bandit)

Instable Theatre of Naples in collaboration with Pietrarsa National Railway Museum has realized a series of enterprises dedicated to Memory which will be put on stage until Sunday February the 1st. Every morning from 11.30 in Pietrarsa Museum an actresses’ group dressed as “Kapò” will accompany the audience to a little square in front of one of the trains in which there will be the show “La moglie ebrea” (The Jewish wife). At the end of the performance running 30 minutes, the “Kapos” will accompany the audience on the train to make feel the sensation we are all deported. From Tuesday January the 27th to Sunday February the 1st at 9.00 p.m. at TIN it will be performed “La moglie ebrea” (The Jewish wife) adapted from Bertolt Brecht and directed by Michele Del Grosso. The director places actress Miriam Campaniello in a claustrophobia space in which her character Judith Keith walks as if she were in a cage of lions. The 4th wall is completely eliminated to improve the dialogue between character and audience which in the beginning will represents the ghosts of all the Jewish have lost their lives in concentration camps. Throughout the piece the audience will changed in German Nazis torturers able to any monstrous crime. Judith Keith sees them as obsessions which walk forward her and eat up her although she tries to keep them away. At the end they crush her definitely. A reflecting curtain marks the confine with the threatening reality, between the outside and the bourgeois inside in which the woman find a refuge to try not to allow her eyes to see what is happening down the street and behind her. Judith phones to people she loves and meanwhile the curtain it opens: rending cries, shouting, barking dogs, sirens are the hell which come to Judith’s house. At this point the woman cannot pretend any more even to herself. She has to take a decision. After talking about how Nazism and all its followers are absurd her husband included who “stays sitting there and does not say anything”, she confirms her Jewish nationalism get her things together and leaves. Probably she will lose her life in one of the many gas chambers which have been decimated the population. It is not only the story of a woman who has lived in Nazi era that Del Grosso puts on stage but also the experience of a woman who for love and courage gives up to everything: to herself, to her femininity, to the family, to the comfort walking decided and carrying her head high toward a sure and cruel death.
 

IN SCENA

Live/Impro performance/project in progress for cello, electronics,voice & visuals

julia kent (cello + pedals).barbara de dominicis (voice + live electronics).
davide lonardi (video installation)


www.par4llel.org

Parallel_°41

è un lavoro basato sull' improvvisazione legata ai luoghi, agli umori e alla musica che scaturisce al momento...
Un percorso che fin' ora si è snodato assecondando sia la casualità di luoghi nelle cui vicinanze il trio
è stato portato da un concerto (come è accaduto per Venezia e per le valli altoatesine)
sia "forzando" un evento (come nel caso di Napoli ad inizio febbraio)


Parallel 41 è un rimando
non troppo velato ad una sorta di
filo rosso che unisce, alla stessa latitudine,
Napoli e New York......e tutto ciò che si incontra in mezzo.....


www.par4llel.org




Parallel-° 41
is a small journey that we decided to embark on after a series of musical events experienced together that go under the name of Intermittenze.(http://www.youtube.com/watch?v=eYzwNQKQKl8)
We aim to realize some sessions of "spontaneous" recordings (audio/video) influenced by the environment in which they happen (Recording sessions can be "open" to a public but not necessarily and/or can be followed or preceded by a live performance--in the vicinity of the chosen-place — but not necessarily....) We decided and tried to play completely free, an improvisation without any set parameters or compositional ideas but the unique influence of the places that host us. We use cello, pedals, voice, images, casuality, laptop, field recordings,found sound and a few toys.
We have been and still are looking for unique locations with an inner acoustic potential in order to let our music interact with the environmental sounds... A magic room; a cave, a valley, a path between the mountains, a room with a view, a factory, a meadow, an arcade, a museum, a room of dolls, a secret or forbidden place, the attic of the grandfather, a farmhouse, a church (pref. deconsecrated!), a farm, a shed by the sea, a mule track, a dismantled factory, a barge.. A "room" where we can spend some hours or a few days, have the chance to record
Our sonic adventure started at Val da Pozzo. A beautiful farmhouse-artists in residence
placed in the Piedmont valleys. This first "session" happened at the end of September 2009.
The second "Parallel 41" session happened at the end of october
We were in an abandoned tunnel in the near of Bolzano, located in the mountains
surrounding beautiful Alto Adige Valleys........


Julia Kent, Barbara De Dominicis, Davide Lonardi


Julia Kent cello, pedals.
http://juliakent.com




Barbara De Dominicis voice, electronics
http://www.anti-gone.com




Davide Lonardi video installations, reportage
http://www.auhasard.org/
http://www.vimeo.com/auhasard

Al Teatro Instabile Napoli
Vico Fico Purgatorio ad Arco 38, tel. 338 4731271

Eccezionalmente per la prima volta a Napoli il regista, coreografo, danzatore, musicista, compositore, poeta e romanziere giapponese
Iida Shigemi e la sua compagnia E-dance (11 tra attori, ballerini e musicisti) in ANTHOLOGY solo per tre giorni: venerdi 11 e sabato 12 alle 21.00, domenica 13 alle 18.30.
Biglietto 10 euro, ridotto studenti 8 euro.
Info al 338 4731271 /334 3220391

Amazingly in Naples for the first time director, coreographer, dancer, musician, composer, poet and wrighter Iida Shigemi and his E-dance company (11among actors, dancers and musicians) in ANTHOLOGY. Only for three days: Friday the 11th and Saturday the 12th at 9.00 p.m. ; Sunday the 13th at 6.30 p.m.
Tickets 10 euros, concession for student 8 euros.
Info to: 338 4731271 /334 3220391

IIda Shigemi al TIN.docx

Iida Shigemi.jpg

SuonInstabili I Edizione
TEATRO INSTABILE Vico Fico Purgatorio ad Arco,38 (NA) adiacente Via Tribunali

Mercoledì 25 Novembre H 21:30 Ingresso 5 €
Viti di Titanio special guests Giovanni Imparato, Elena Cepollaro

Mercoledì 2 Dicembre H 21:30 Ingresso 10 €
Vessel direttamente da Giardini di Mirò + Alessandra Gismondi dei Pitch

Per la prima volta a Napoli, la rassegna SuonInstabili nasce con l’intento di aprire le porte del teatro Instabile, punto di riferimento per la cultura d’avanguardia partenopea, e renderlo luogo di incontro fra le forme espressive della musica contemporanea, della fotografia e del teatro.

Mercoledì 25 Novembre:
Viti di Titanio guests Giovanni Imparato, Elena Cepollaro
Saranno le Viti di Titanio ad inaugurare la rassegna. Il gruppo che nasce nell’Aprile del 2005 da un’idea dei fratelli Marcello e Maurizio Vitale e che negli anni ha visto alternarsi nella line-up numerosi musicisti, si presenta al pubblico con l’ambizione dichiarata di unire alla melodia e alla poetica italiana forme sperimentali di matrice internazionale. Vitale e compagni sono riusciti in breve tempo a ritagliarsi uno spazio nella scena underground Italiana con collaborazioni di tutto rispetto, calcando palchi di club, festival, piazze, auditori e portando la propria musica in luoghi non propriamente convenzionali - su tutti la celebre CarSession in cui la band reinterpreta la cover di Salvatore Adamo “La Notte” e che diviene in breve tempo un “cult” che riscuote grande interesse anche all’estero -.
Per la prima volta in pubblico dopo l’uscita del nuovo lavoro “Il Giro di Vite” che in poche settimane ha raccolto numerosi consensi da parte della critica di settore, del pubblico e delle radio indipendenti, la band proporrà uno spettacolo inedito legato intimamente al romanzo di Henry James da cui ne prende il titolo. Centrali saranno i momenti di interazione con le ritmiche del percussionista Giovanni Imparato, figura centrale della musica italiana grazie ai suoi lavori con Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Cristiano de Andrè e molti altri e le letture dell’attrice Elena Cepollaro, formatasi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ di Roma e al lavoro, tra gli altri, con i registi Luca Ronconi, Carlo Cerciello, Claudio di Palma, Armando Pugliese.
www.vitidititanio.com
www.myspace.com/vitidititanio

Mercoledì 2 Dicembre: Vessel
Con il secondo appuntamento di SuonInstabili tocca ai Vessel. Progetto nato dall’incontro di Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi dei Giardini di Mirò, band storica della scena musicale italiana, e di Alessandra Gismondi bassista/cantante dei (P)itch. Salpa il vascello, attraverso le rotte di questa nuova
avventura musicale. In una formazione del tutto inedita viene proposto un
repertorio che si confronta a tutto campo con la musica d’autore, il
cantautorato, il folk e la psichedelia, la new wave. Dalla musica
tradizionale a Leonard Cohen fino ai Velvet Underground. In
preparazione l'EP "Yo Ho He Ho" di debutto di prossima uscita.
Salite a bordo.
Per la prima volta a Napoli e in tutto il sud Italia.
Corrado Nuccini, chitarra, voce
Alessandra Gismondi basso, voce
Emanuele Reverberi violino, fisarmonica, tromba, chitarra, percussioni, cori.
www.myspace.com/thevesselorchestra



Info: suoninstabili@gmail.com 333 5815884- 338 4731271

PROSSIMAMENTE

Photos

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